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Un tuffo nel 1700 a Saint Èmilion

Saint Èmilion, Francia - giugno 2024


“E ora torniamo nel 1700”   Così ha esordito Vincent, enologo francese, prima di condurci nella cantina sotto la tenuta di sua proprietà dove vengono conservate le bottiglie che le sue vigne producono. 


Bordeaux, oltre ad essere una delle città più eleganti che abbia mai visitato, fa parte delle regioni dei vini rossi francesi. A un’ora di macchina, ci si trova immersi in un paesaggio familiare, come le nostre Langhe, ma pianeggiante, tra vigneti e edifici isolati, in pietra. 

Mi affaccio dal finestrino e sento aria fresca e respiro un mix di profumi. 


Vincent è la settima generazione che si prende cura dello chateux di famiglia. La loro storia inizia nel 1844 con l’acquisto della tenuta Saint-Julien, dalla famiglia Guadet, con una cantina sotterranea adibita alla conservazione del vino e tre ettari di terra. Ha lavorato come enologo tra le vigne del nuovo mondo della viticoltura, della California, del Cile e dell’Australia, per conoscere terre e tecniche differenti, ma anche “cosa non fare” ci svela. 


La nostra degustazione inizia entrando in una villa borghese di Saint Èmilion, con carta da parati colorate alle pareti e un arredamento antico. È la casa in cui vivono, ancora oggi, i suoi genitori. Dopo qualche stanza ci ritroviamo in una corte sul retro nascosta, un giardino charmant dove si affacciano dei piccoli edifici: qui è dove tutto ha inizio. Qui si trova la stanza in cui avvengono le prime fasi della produzione del vino e la barricaia. Con una carrucola, vengono trasportate nella cantina sottastante le bottiglie prodotte, una volta che sono pronte per riposare. 


Con una scala molto ripida ci caliamo nel sotterraneo, senza immaginare quello che abbiamo poi trovato. Sbuchiamo in un bellissimo tunnel sotterraneo, dove qua e là riposano piramidi di bottiglie di vino per anni, “almeno quattro, se no non ne vale la pena!” ci dice Vincent. 

Più si va avanti più si possono trovare dei vini anche dei primi decenni del 900’, che riposano in “cantine private” dove non è possibile fare foto. La più vecchia che ho visto risale agli anni 30’.


La degustazione termina con l’assaggio dell’unico vino che producono, con una bottiglia del 2012 e una del 2014, le annate preferite rispettivamente da lui e sua moglie. Il primo più corposo e tannico al palato, mentre il secondo più elegante e leggero. Un vino composto dall’ 80% di Merlot e 20% di Cabernet Franc, che viene vendemmiato ogni anno a mano. Ogni annata è quindi una sorpresa, se è l’anno buono arrivano anche a produrre 20.000 bottiglie prodotte all’anno.



Saint-Émilion, Fracia
Saint-Émilion
Chatezux de Gaudet, Saint-Émilion
La villa borghese
Chateaux de Gaudet, Saint-Émilion
La corte nascosta
Chateaux de Gaudet, Saint-Émilion
Vincent

Chateaux de Gaudet, Saint-Émilion
La scala verso il sotterraneo
Chatezux de Gaudet, Saint-Émilion
La cantina

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